Milano (askanews) - L'idea del governo di realizzare nell'area di Expo 2015 una cittadella per 1.600 scienziati dedicata alle tecnologie per la qualità della vita ha colto di sorpresa le istituzioni milanesi, ma è promossa a pieni voti. Un giudizio condiviso anche dal rettore dell'Università Statale, Gianluca Vago, nonostante sembri avere perso il ruolo di regista dell'operazione che gli era stato attribuito negli ultimi mesi."Il nostro progetto è noto, secondo me non viene modificato in nulla da questa ipotesi che mi sembra anche più coerente rispetto ad altre che erano state avanzate anche nel progetto preliminare della Cdp. Sono contento che ci sia condivisione generale su quella che è stata un po la nostra idea, cioè la destinazione delle aree per lo sviluppo della ricerca scientifica e la formazione oltre che del trasferimento tecnologico. Questo mi sembra un gran passo avanti" ha detto.Qualche riserva arriva invece, nella giornata dedicata ai 100 anni dalla fondazione di Città studi, dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, anche se si tratta più di una questione di forma che di sostanza: "Ben vengano nuove idee, però la Lombardia deve essere coinvolta. Qui ci sono centri di eccellenza mondiale sulle nanotecnologie, sui big data, non capisco perché coinvolgere istituzioni fuori dalla Lombardia e nessuna della Lombardia".Del resto l'area di Expo è molto vasta, più di mezzo milione di metri quadrati da ricostruire, e l'impressione è che ci sia davvero posto per tutti. Se dunque a Genova o Torino ci sono "competenze forti" che rafforzano il progetto complessivo, ha sintetizzato il rettore del Politecnico Giovanni Azzone, ben vengano, purché, ancora una volta, grazie a Expo, l'Italia impari a fare squadra.