Milano (askanews) - Piazza della Scala suona la sveglia al Parlamento italiano in modo che approvi al più presto il ddl Cirinnà sulle unioni civili: Milano è tra le città che partecipano a #SvegliatItalia, la mobilitazione nazionale promossa in quasi 100 piazze da un gruppo di associazioni tra cui Agedo, Arcigay, Arcilesbica e I Sentinelli per chiedere di garantire con questa legge piena dignità a tutti i cittadini, compresi gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Il flash mob che coinvolge le migliaia di persone presenti simboleggia questa richiesta, sposata anche dal sindaco Giuliano Pisapia, molto applaudito."Questa piazza è un segnale forte, il Paese è con noi e non dall'altra parte, dove si accendono le luci per spegnere i diritti". Pisapia prende così posizione sulla polemica scoppiata dopo la decisione della Regione Lombardia di illuminare il Pirellone con la scritta Family day che si terrà il 30 gennaio. Da Milano secondo Pisapia, capitale dei diritti con il registro delle unioni civili, la trascrizione dei matrimoni omosessuali e il patrocinio al Gay Pride, deve arrivare una scossa per il Paese. "Adesso però Milano deve dire con forza al Parlamento che non accettiamo inganni o mediazioni che non siano all'altezza della Costituzione e di quello che ha detto la Corte Costituzionale".Tra i punti più controversi della legge c'è quello della cosiddetta step child adoption: Maria Elena Mantovani di Famiglie arcobaleno, associazioni di genitori omosessuali: "In primo luogo ci aspettiamo il sostegno della gente e della società civile che si è stancata di un Paese arretrato dove l'estensione dei diritti pare sia un reato".In piazza a Milano anche il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, e i candidati sindaco per il centro sinistra alle primarie Francesca Balzani, Pierfrancesco Majorino e Giuseppe Sala.