Roma, (askanews) - "Il fenomeno è epocale, noi di Unhcr lo diciamo da almeno due anni. Si è passati a un livello mai così alto di rifugiati nel mondo: sono oltre 59,5 milioni le persone costrette a fuggire a causa di una guerra o di una persecuzione nel mondo; l'86% di esse vive in Paesi non industrializzati, quindi lontani da noi. Forse questo ha fatto pensare che questi fenomeni potessero restare lontani. In realtà la recrudescenza di queste guerre fa sì che le persone fuggano e cerchino di arrivare in Europa". E' il quadro fornito da Carlotta Sami, portavoce dell'Unhcr, intervenuta a Roma alla presentazione del Rapporto sulla Protezione internazionale in Italia 2015."Questa che abbiamo di fronte - ha spiegato - non è una crisi migratoria, ma una crisi rifugiati. Ad oggi circa 480mila sono i rifugiati arrivati sulle coste europee attraverso il Mediterraneo e sono nell'82% persone che provengono da Paesi in guerra dove c'è dittatura o persecuzioni. È ipotizzabile che a fronte di Paesi non lontani da noi alcuni di loro possano tentare di venire verso l'Europa. Occorre trovare il modo per accoglierli in modo efficace e gestire la loro presenza e la loro integrazione nel nostro continente".