Lesbo (askanews) - Un gruppo di migranti sull'isola di Lesbo ha protestato per le condizioni in cui vive da giorni nell'hotspot di Moria, diventato un centro di registrazione. Gridano "libertà" e "dove sono i diritti umani", tenuti a distanza dietro le recinzioni e il filo spinato, guardati a vista dalla polizia. Chiedono di non essere espulsi, cosa che accadrà per la maggior parte di loro in seguito all'accordo fra Unione Europea e Turchia che prevede il rimpatrio di tutti quelli che non hanno diritto d'asilo. Molti non hanno informazioni, solo un pezzo di carta secondo cui sono "in stato di detenzione". Una condizione già denunciata da diverse associazioni umanitarie nei giorni scorsi, fra cui Msf, Unhcr e OXfam, che hanno lasciato il campo raccontando di condizioni disumane e migranti intrappolati nel campo senza libertà di movimento.L'isola di Lesbo ha gestito la maggior parte degli arrivi dal 2015, attualmente ci sono oltre 2000 fra migranti e rifugiati secondo il governo.