Roma, (askanews) - Sono migliaia i migranti bloccati alla frontiera tra la Grecia e la Macedonia mentre i capi di Stato e di governo dell'Unione europea si ritrovano a Buxelles per un vertice straordinario con la Turchia per trovare un accordo che possa tamponare i flussi e a far fronte alla crisi. Circa 20mila sono fermi solo nel campo di Idomeni dove fa freddo, le tende non bastano per tutti, le condizioni igienico-sanitarie sono critiche, e c'è una lunga fila già all'alba davanti al cancello chiuso del checkpoint in cui vengono identificati.Il vertice ha detto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, avrà tre obiettivi: per prima cosa, tornare ad applicare Schengen e porre fine alle politiche di lasciapassare a singhiozzo dei migranti, che sono state applicate finora dai paesi della rotta dei Balcani occidentali. Poi, lavorare a una maggior cooperazione con la Turchia da cui ci si aspetta che rispetti il piano concordato con l'Europa, e soprattutto che si riprenda i migranti che non hanno diritto alla protezione internazionale. In pratica, solo siriani e iracheni non saranno rispediti indietro, secondo l'accordo. E la Turchia dovrebbe accettare anche di riprendere anche i migranti salvati nel Mar Egeo dalle missioni di Frontex e della Nato. In cambio, oltre agli aiuti, l'Ue promette di non richiedere più il visto, dal prossimo novembre, ai turchi che viaggeranno nei paesi europei.Il terzo obiettivo è la risposta alla crisi umanitaria, determinata, soprattutto in Grecia, dall'afflusso massiccio di migranti dopo la chiusura della rotta balcanica. La Commissione ha già messo sul tavolo la proposta di rendere disponibili 700 milioni dal bilancio comunitario. Ma sarà difficile, al di là degli impegni, far funzionare davvero il meccanismo della redistribuzione nei paesi Ue dei migliaia di richiedenti asilo.