Lussemburgo (askanews) - "Vedere la cancelliera Merkel dire che quel testo sarà rivisto e non ci sarà nessun testo precompilato da accettare domenica è un segnale di rispetto nei confronti di un Paese, l'Italia che in passato ha abbassato troppo la testa". Lo ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio rispondendo ai giornalisti a margine del vertice dei ministri Ue del Lavoro in Lussemburgo, a proposito della telefonata con cui la cancelliera tedesca Angela Merkel ha chiarito al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte che la bozza di testo in vista del vertice di Bruxelles sull'immigrazione del 24 giugno 2018, verrà accantonata e si discuterà di una proposta italiana insieme a quelle proposte degli altri Paesi.

"Io ho sempre detto che il problema non erano i capi di Stato degli altri Paesi, ma dei politici italiani che li avevano abituati malissimo - ha continuato Di Maio - adesso sono contento che Giuseppe Conte, con i suoi modi, con la sua diplomazia e la capacità di dialogo stia facendo capire agli altri Paesi, che l'Italia vuole solo un trattamento alla pari, nulla di più. Ed è la stessa cosa che ho detto ai ministri del Lavoro; in qualità di ministro dello Sviluppo economico credo che possiamo agganciare grandi opportunità a livello nazionale e internazionale per rilanciare le imprese italiane e il lavoro in Italia, anche dei datori di lavoro che oggi hanno pochissime tutele e tanta burocrazia e tasse da pagare".

"Siamo uno stato sovrano, un Paese dell'Unione europea alla pari degli altri quindi la cosa più sana da fare è ricominciare a scriverlo insieme. Se invece c'è già una bozza che ci viene propinata dagli altri Paesi e noi dobbiamo accettare qualcosa e togliere qualcos'altro è un atteggiamento che non possiamo accettare. Noi speriamo solo che l'Europa e gli altri Paesi europei ci aiutano sulla questione immmigrazione non pretendendo più che tutti quelli che arrivano in Italia sono un problema dell'Italia, perché i ricollocamenti non stanno funzionando, numero 2 che ci aiutino a fare gli hot spot in Nord Africa in modo da evitare le partenze, che chiameremo Centri di protezione, individuiamo dei luoghi dove queste persone trovino conforto e possano interfacciarsi con l'unione europea e numero 3 noi dobbiamo ridurre in Italia il business dell'immigrazione. Come si fa? Iniziamo a far rendicontare i fondi dell'accoglienza a tutti i soggetti che li gestiscono così vedremo che i soldi stanziati non servono così tanti ma possono ridursi e quindi possiamo utilizzarli per altre politiche".