Aosta (askanews) - La Valle d'Aosta sulle orme della Francia. Nei giorni scorsi, il premier francese Manuel Valls si è detto contrario al sistema di quote di ripartizione dei migranti e adesso nell'estrema Regione a statuto speciale dell'Italia nord-occidentale scoppia un'affaire per il rifiuto ad accogliere 79 migranti.Il dipartimento del ministero dell'Integrazione aveva chiesto di riceverli divisi in 74 Comuni, una persona per Comune più tre ad Aosta. Ma ha ottenuto un netto rifiuto. I 79 migranti erano stati assegnati alla Valle nell'ambito dei 499 destinati anche a Liguria e Piemonte.Il presidente della Regione Augusto Rollandin, esponente dell'Union Vald taine, ha fatto sapere che la Valle si trova nella assoluta impossibilità a "garantire posti di accoglienza temporanea che rispondano a criteri di sostenibilità e dignità", oltre ai 62 posti già resi disponibili. Non è una mancanza di sensibilità, ha spiegato Rollandin, l'accoglienza deve essere organizzata nelle giuste condizioni, non semplicemente piazzando delle persone da qualche parte."Non si tratta di egoismo, spiega Rollandin, è una questione di dignità dell'accoglienza che deve essere gestita in una certa maniera. Se non si è nelle condizioni di poterlo fare, non si può fare".Come detto la Regione ha accolto 62 migranti, di cui 18 in un ex albergo trasformato in uno dei tre centri di accoglienza della Valle. La situazione è complessa, sottolinea Riccardo Jacquemod, responsabile di una cooperativa che accoglie i richiedenti asilo in Valle d'Aosta"Da una parte c'è il dovere di contribuire a risolvere una situazione d'emergenza. Dall'altra parte, esistono dei limiti alla nostra capacità di inserire correttamente questi migranti".Secondo il presidente della Regione Rollandin il problema è di competenza a Bruxelles e deve essere affrontato a livello europeo. Le polemiche non sembrano destinate a placarsi in tempi brevi.(Immagini Afp)