Roma (askanews) - "Più braccialetti elettronici, meno carcere". Lo ha ribadito il presidente dell'Unione delle Camere Penali Italiane, Beniamino Migliucci, a margine della manifestazione nazionale dei penalisti in occasione dell'astensione dalle udienze, tornando a chiedere l'applicazione della norma che prevede il controllo elettronico a distanza dei detenuti fuori dal carcere. "In Italia ci sono solo duemila braccialetti elettronici e questo costituisce un problema perché spesso si rimane in carcere mentre si potrebbe stare fuori", ha spiegato Migliucci sottolineando "l'enormità della spesa per quanto riguarda i contratti che sono stati fatti con Telecom: 11 milioni di euro l'anno per dieci anni e nei primi anni venivano utilizzati 14 o 50 braccialetti". "Riteniamo che sia un tema da portare all'attenzione dell'opinione pubblica se davvero si pensa che il carcere debba essere l'estrema ratio. A questa manifestazione ha aderito l'Associazione nazionale magistrati in alcuni distretti", ha aggiunto Migliucci.