Hadalat (askanews) - "Non ho mai pensato che me ne sarei andato. Pensavo che sarei vissuto e morto in Siria". Abdelhadi Zarara, siriano di 39 anni, è uno di quelli ce l'ha fatta. Dopo aver aspettato per tre mesi vicino alla frontiera con la Giordania è riuscito a passare il confine insieme ai suoi sei figli. A convincerlo a partire la morte della moglie dopo un bombardamento che ha anche distrutto la sua casa "Non avevo più alcuna ragione per restare".Per una famiglia che ce l'ha fatta, altre centinaia restano bloccate in questo limbo. Questo è Hadalat, uno dei due ultimi accessi alla Giordania ancora aperto, insieme a Rokbane, 70 km più a est."Noi dobbiamo fare tutte le verifiche di sicurezza il più approfondite possibile sui rifugiati, la sicurezza viene prima dell'aspetto umanitario anche se non dobbiamo dimenticare quell'aspetto", dice Saber Mahayra, a guardia della frontiera giordana.Ad Hadalat in attesa di attraversare il confine ci sono 1.300 siriani, peggiore è invece la situazione a Rokbane dove 15mila persone aspettano il loro turno in condizioni sempre più difficili.