Città del Messico, (askanews) - Ancora proteste a Città del Messico per il presunto massacro di 43 studenti. I manifestanti si sono scontrati con la polizia all'esterno del Palazzo nazionale, mentre migliaia di persone in corteo chiedevano a gran voce le dimissioni del presidente Enrique Pena Nieto.Ci sono stati momenti di tensione. Alcuni dimostranti hanno dato fuoco all'effigie del presidente e hanno lanciato fuochi d'artificio attraverso l'inferriata dello storico palazzo. Centinaia di poliziotti hanno usato cannoni ad acqua e sparato gas lacrimogeni. Alcuni manifestanti hanno preso a calci i loro scudi, altri hanno urlato "basta violenza", prima che gli agenti caricassero e liberassero piazza Zocalo, la sede del palazzo. Secondo le forze dell'ordine, sono state arrestate 31 persone e secondo un fotografo dell'agenzia France Presse almeno cinque sono rimaste ferite.I genitori degli studenti, in prima linea nel corteo, hanno ribadito di non credere che i loro figli siano morti, uccisi e bruciati da una gang di narcos, e hanno chiesto che il governo si impegni per ritrovarli sani e salvi. Prima di arrivare a Città del Messico hanno fatto un tour di protesta in autobus che ha attraversato tutto il Paese. La sparizione dei 43 studenti ha sconvolto i messicani, già provati dalla diffusa corruzione e da una guerra della droga che ha provocato oltre 100mila tra morti e scomparsi.(immagini Afp)