Città del Messico (askanews) - Non si ferma in Messico l'ondata di proteste in seguito alla scomparsa dei 43 studenti della scuola normale di Ayotzinapa, avvenuta a Iguala il 26 settembre 2014. L'ennesima manifestazione nella Capitale, Città del Messico, da parte di chi chiede al governo risposte certe sulla sorte degli studenti è sfociata in violenze quando un gruppo di persone, con il volto coperto e armato di bastoni, ha approfittato del corteo per creare disordini e provocare tafferugli, lanciando bombe carta e mandando in frantumi alcune vetrine di banche e negozi.Immediato l'intervento delle forze di polizia, schierate attorno all'area del Senato, dove sono andati in scena gli scontri. Circa 15 persone sono rimaste ferite: tre giovani sono stati arrestati per atti di vandalismo. Questo nuovo momento di tensione arriva in un periodo in cui la popolarità del presidente Enrique Pena Nieto è scesa al 40%, i minimi storici degli ultimi due anni.Le cause del massacro di Iguala, al momento, restano ancora avvolte nella nebbia. Sebbene alcuni narcos e poliziotti locali, presunti autori dell'attacco ai pullman degli studenti, abbiano confessato che i ragazzi siano stati uccisi e bruciati in fosse comuni, restano molte lacune su ciò che è effettivamente accaduto. Nel frattempo il governo di Nieto gioca allo scaricabarile e continua a voler reprimere con la violenza ogni forma di protesta da parte dei familiari dei 43 "desaparecidos" che chiedono giustizia.(Immagini Afp)