Milano (askanews) - L'Unione Europea non è stata in grado per ora di trovare un accordo comune e concreto sulla gestione dei migranti arrivati in Europa nelle ultime settimane e in particolare sull'ipotesi di quote assegnate a ogni Paese, ma, nonostante i disaccordi fra gli Stati, non c'è alcuna intenzione di punire con un taglio dei fondi chi non accetta i profughi. Lo dice la Germania che chiede anche un vertice straordinario dei leader Ue."Io credo che dobbiamo riuscire a creare un nuovo spirito europeo, ma spero che non passi attraverso le minacce", ha detto la cancelliera Angela Merkel il giorno dopo l'incontro straordinario dei ministri degli interni Ue, dichiarandosi contraria a proposte di questo genere.Una posizione condivisa in realtà anche dalla Commissione europea che ha smentito di essere mai stata favorevole a una riduzione dei fondi come misura ricattatoria.Una soluzione comunque andrà trovata per una gestione comune del flusso di migranti, di per sè inarrestabile. Per questo la Germania e l'Austria assieme hanno chiesto la convocazione di un vertice straordinario che questa volta riunisca i premier e i presidenti dei paesi Ue, nel giro di pochi giorni perché, ha ribadito Merkel "è un problema che riguarda l'intera Unione Europea"