Pomigliano d'Arco (askanews) - "Io non ho nessuna intenzione né di fare un partito né di candidarmi. Io faccio il sindacalista e continua a fare il sindacalista".Parole chiare quelle del leader della Fiom-Cgil, Maurizio Landini che, almeno per ora, sgombra il campo a ogni ipotesi di impegno diretto in politica, parlando a margine di un'assemblea di metalmeccanici a Pomigliano d'Arco, nel Napoletano, sulla vertenza Fiat."Voi trasformate la parola politica in partito - ha detto - io faccio un altro ragionamento. Per me la politica non è fare un partito, ma mettere nelle condizioni i cittadini di poter partecipare e contribuire alle scelte che vengono fatte".Il governo fa scelte sbagliate. Renzi cancella i diritti dei lavoratori, la precarietà non si riduce ma aumenta e si rischia di tornare agli anni '50, ha detto il sindacalista, annunciando un disegno di legge alternativo al Jobs Act."Raccoglieremo le firme su quel disegno di Legge - ha concluso Landini - raccoglieremo le firme per presentarlo in Parlamento e siccome è alternativo al Jobs Act discuteremo, attraverso una consultazione straordinaria con tutti gli iscritti alla Cgil, se per applicare quel disegno di legge è necessario andare anche a forme di referendum abrogativo, e sarà fatto attraverso un processo democratico che non ha precedenti".Sulla vertenza Fiat, infine, Landini ha chiesto a governo e azienda maggiori garanzie per tutelare tutti i lavoratori e sulla vendita da parte di Finmeccanica di Ansaldo Breda e Ansaldo Sts alla giapponese Hitachi ha commentato: "Vorremmo capire le strategie del governo perché, anziché costruire un polo dei trasporti in Italia, si stanno vendendo pezzi importanti di questo Paese".