Il tricolore e la bandiera dal disco rosso stanno incrociate nel centro di Tokyo per la visita ufficiale del premier Matteo Renzi, che incontra già per la quinta volta il collega Shinzo Abe. I due si chiamano per nome. Entrambi hanno la nomea di riformisti anti-austerità. I loro due Paesi vanno d'accordo, anche nel dichiararsi a favore di una rapida conclusione dell'accordo di libero scambio tra Unione Europea e Giappone. E' stato annunciata anche una intesa per lo scambio di informazioni riservate e Renzi ha detto di appoggiare la politica di cosiddetto pacifismo pro-attivo di Abe, che tra l'altro apre nuovi spazi a Finmeccanica per la ricerca di collaborazioni con l'industria giapponese della Difesa. In mattinata Renzi ha tenuto un discorso all'Università di Belle Arti, dove insegnarono a fine ‘800 vari artisti italiani chiamati dal governo giapponese, come Antonio Fontanesi, Vincenzo Ragusa e Edoardo Chiossone, l'incisore che disegnò la prima banconota della Banca del Giappone. Martedì va a Kyoto e chiuderà le celebrazioni per i 50 anni del gemellaggio con la sua Firenze.