Roma, (askanews) - "L'affermazione della libertà delle donne ha costituito una rivoluzione, forse, la più importante del Novecento, certamente quella destinata a produrre effetti più lunghi nello sviluppo delle società moderne. La strada prosegue. E presenta difficoltà, vecchie e nuove. Le molestie, le violenze fisiche e morali che talvolta irrompono nei rapporti professionali e di lavoro o tra le mura domestiche, ferendo le coscienze, prevaricando libertà e speranze, costituiscono una realtà inaccettabile, e purtroppo tuttora presente".

Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella celebrando al Quirinale la Giornata internazionale delle donne.

Mattarella ha ricordato come "una nuova e più attenta legislazione" abbia "visto la luce negli ultimi due decenni: dalla legge che, nel 1996, ha finalmente qualificato la violenza sessuale come reato contro la persona, alla legge del 2001 contro la violenza nelle relazioni familiari, a quella del 2009 per contrastare le molestie e gli atti persecutori, il cosiddetto stalking".

Per il capo dello Stato "ogni energia va profusa per prevenire e impedire che le donne diventino il bersaglio dell'odio e del risentimento. Contro i femminicidi - ha sottolineato Mattarella - occorre puntare sull'educazione al rispetto, come, opportunamente, ha iniziato a fare il ministero dell'Istruzione, d'intesa con il Dipartimento delle Pari Opportunità, in avvio di questo anno scolastico".