Roma, (askanews) - "Alla politica in senso lato chiediamo di recuperare una idea di governo del popolo italiano costituzionalmente orientato. Quindi centralità dei diritti fondamentali centralità che deve passare attraverso giustizia, sanità e istruzione efficiente, una assoluta assicurazione del diritto al lavoro allontanandoci da una società basata sul sospetto. Chiediamo alla politica che investa in fiducia nel cittadino e questo ha tante implicazizoni, smantellando tutto quello che è lungaggine della burocrazia". Andrea Mascherin, presidente del Consiglio Nazionale Forense, di fatto l'ordine nazionale degli avvocati con 250mila iscritti, spiega in una intervista negli studi di askanews quali sono le richieste degli avvocati al governo, ed i contatti già avuti con il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Il Cnf ha sede proprio al ministero di via Arenula.

"Abbiamo già incontrato il ministro Bonafede in un paio di occasioni, l'interlocuzione è iniziata in maniera costruttiva con il reciproco impegno a vedersi spesso. Vi sono temi su cui vi è una condivisione, altri più critici. l'impegno è che ci sia sempre un confronto corretto e dialettivo, quando critico deve essere costruttivo, cioè sempre accompagnato da una proposta".

Secondo Mascherin "non si riforma nulla a costo zero, né sanità né giustizia. Si può tagliare qualche pagina di codice, eliminare qualche posto letto in ospedale ma questo non risolve nulla perché se manca organico di magistratura o amministrativo o sedi idonee non si va da nessuna parte. È ingannevole sostenere che si possa riformare questi settori e renderli più efficienti senza investire. Peraltro investire vuol dire investire in prevenzione perché in questi settori se tutto funziona alla lunga si risparmia". L'idea è che su questi temi "le forze politiche possano lavorare insieme mediando in diritto le soluzioni. La soluzione in diritto non non è mai inciucio, non è mai qualcosa di negativo. Impossibile però quantificare gli investimenti, "bisogna investire nel tempo, devono essere progetti a lunga gittata".

Quanto alla legittima difesa "è un tema molto tecnico e quindi affrontarlo politicamente o dal punto di vista sociologico può servire ai dibattiti ma portare a conclusioni errate. L'attuale normativa dà la necessaria discrezionalità al magistrato per distinguere anche la possibilità di errore scusabile. Il voler mettere ulteriori paletti, quindi limitare la discrezionalità del magistrato può portare anche a delle conseguenze negative perchè si può giungere a conclusioni non eque. Certo bisogna avere fiducia nel sistema giustizia e nella capacità di analisi da parte del magistrato".

Da membro del Cnf, guidato dal prof. Guido Alpa prima di lui, Mascherin ha avuto modo di conoscere l'attuale opresidente del Consiglio, Giuseppe Conte che ha lavorato nello studio del prof. Alpa. Di Conte "conosco le capacità professionali e la correttezza. Giudicare Conte nell'ottica dei precedenti premier probabilmente è errato. Questo è un nuovo premier all'interno di un nuovo sistema di accordo di governo. E' è quasi un premier di garanzia, un premier di collegamento tra le due diverse forze e quindi va guardato con una lente diversa rispetto al passato. il ritenere che stia nelle retrovie, visto con la lente del passato può essere un handicap visto in una visione di mediatore di coordinatore delle forze in campo può essere una valutazione positiva. Credo che nel caso del presidente Conte si debba aspettare prima di giudicare"; conclude Mascherin.