Gerusalemme, (askanews) - A fare la storia di una terra sono i momenti. Vale ancora di più per una terra da millenni alla costante ricerca della pace. Momenti che si rincorrono, a volte si incontrano, raramente si svelano subito per quello che veramente possono rappresentare.Accadde e accade, in Israele. Terra Santa, Palestina. , duemila anni fa solo provincia di un impero, quello romano, che non si confrontava con ribellioni, dissidi, proteste. Semplicemente le cancellava. Senza se e senza ma. Accadeva allora a Masada, ultimo ridotto dei rivoltosi ebrei che lasciarono Gerusalemme dopo la distruzione della città nel 70 dopo cristo: 8000 soldati romani, in 8 accampamenti diversi, circondarono la rocca già palazzo di Erode. Deciso che Masada andava cancellata, i romani costruirono una rampa di terra impossibile da pensare allora quanto da vedere ancora oggi, assaltarono il palazzo trovandovi però solo qualche donna e bambino vivi, e il suicido collettivo, per morire da liberi, delle 960 persone che componevano quella comunità indomita e ribelle al potere di Roma.Momenti, tra guerra e pace, che ha vissuto anche il kibbutz di Ein Gedi. Da avamposto militare del nuovo stato di Israele, a cominciare dal 1948, Ein Gedi visse poi la trasformazione in Kibbutz prima agricolo e successivamente turistico. Un successo che dura e si rinnova ancora oggi. Il momento fu anche quello della scelta di un giardino lussureggiante che troneggia nel bel mezzo di un deserto di pietre e fronteggia il benefico sale delle acque del Mar Morto. Ancora momenti che provano a cambiare la storia, risalendo il deserto di Giudea fino a Gerusalemme. Stavolta sono le stelle ad essere protagoniste, con l' l'incontro di migliaia di esperti dello Spazio, per lo IAC, la conferenza internazionale astronautica, Evento storico caduto in un momento di alta tensione per la città.Annunciando che con lo IAC 2015 Israele si presenta non come un luogo solamente di conflitti, ma come il posto dove scienza e tecnologia sono le reali priorità da discutere, è infatti il numero uno dell'agenzia spaziale israleliana, Ben Israel, a provare a cogliere stavolta l'occasione, unica, offerta da un congresso che parla di stelle, pianeti e dei sogni dell'umanità che ha gli occhi all'insù.