Roma, (askanews) - Comincia dal Po l'"operazione prevenzione" contro i rifiuti in mare. Il principale corso d'acqua italiano che attraversa tutto il Settentrione toccando 4 regioni e 13 province, contribuisce, infatti, a far dell'Adriatico il mare italiano con la maggiore presenza di rifiuti. Il Progetto pilota "Il Po d'AMare", uno dei primi al mondo, predisposto dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Corepla e Castalia, realizzato grazie al coordinamento istituzionale svolto dall'Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po e con patrocinio del Comune di Ferrara e dell'Agenzia Interregionale per il fiume Po prevede tecniche innovative per intercettare i rifiuti presenti nelle acque fluviali e, per quanto riguarda le plastiche, operare la loro selezione ed avviarle al riciclo.

I rifiuti marini provengono per circa l'80% dalla terraferma e raggiungono il mare prevalentemente attraverso i corsi d'acqua e gli scarichi urbani. Come funziona la raccolta dei rifiuti galleggianti lo spiega Lorenzo Barone, direttore tecnico di Castalia, direttamente dal sito della barriera anti-marine litter, realizzata nel tratto del Po in località Pontelagoscuro, nel comune di Ferrara, a 40 km dalla foce:

"Il cestello combaciando con la parte finale del sistema di contenimento permette di raccogliere tutto quello che c'è all'interno, cioè tutto il materiale galleggiante. Una volta che il cestello sarà pieno verrà scaricato nel big bag che puoi a sua volta in banchina verrà scaricato nell'area di stoccaggio in container per procedere poi al passaggio successivo cioè l'impianto di selezione".

Il rifiuto plastico viene così inviato al centro di selezione D.R.V. (a Torretta a Legnago, in provincia di Verona), un centro di selezione Corepla capace di suddividere, mediante una rete di lettori ottici, gli imballaggi in plastica delle diverse frazioni polimeriche per l'avvio al riciclo o al recupero energetico. L'obiettivo principale è però la stima dei rifiuti presenti lungo quasi l'intero corso del fiume. Meuccio Berselli, segretario generale dell'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po:

"Dopo circa due mesi di questa sperimentazione riusciremo a capire quantitativamente quale è l'effetto di questo lavoro. Senza sperimentazione non riusciamo ovviamente a capire quale azione fare per mitigare questo problema, quindi il progetto è innovativo ma volutamente molto concreto per porre in essere qualsiasi tipo di attività per mitigare questa situazione".

Concetto ribadito anche dal presidente di Corepla, Antonello Ciotti:

"Noi andiamo ad intercettare sul Po tutto quello che in questo periodo sta portando al mare. L'obiettivo è tentare di capire da dove vengono questi flussi, per agire a monte e far sì che questi rifiuti non finiscano nel Po".

La metodologia sperimentata a Ferrara in futuro potrebbe essere estesa a tutti i principali fiumi italiani e replicata anche in altri Paesi. Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile:

"Contemporaneamente a questa ci sono sperimentazioni simili in Francia e ad Amsterdam. Si punta in primo luogo a verificare la catena di operatività di progetti di questo genere, poi la capacità di intercettare questo rifiuto galleggiante sui fiumi, innanzitutto plastico, quali tecniche migliori si possano utilizzare e poi come avviare a recupero questo tipo di rifiuto".