Gao (TMNews) - La ritrovata libertà in Mali corre anche sulle onde della radio. Gao, la più importante città nel nord del paese, è anche quella che più ha cercato di resistere durante i dieci mesi di dominio dei ribelli tuareg e delle milizie islamiste. Soprattutto grazie a una radio privata, Aadar-Koima, e all'impegno di animatori, tecnici e dirigenti.In quei dieci mesi l'informazione era censurata, era vietato mandare in onda programmi musicali e ampio spazio doveva essere dedicato alla propaganda religiosa. E gli ordini andavano rispettati.Con le buone o con le cattive, come ricorda Malick Aliou Maiga capo redattore della radio, colpevole di avere denunciato pubblicamente i saccheggi e gli stupri commessi dai ribelli."Prima mi hanno proposto una mazzetta, che ho immediatamente rifiutato, e allora mi hanno spedito lettere di minaccia. Visto che tutto era inutile, nel corso di una riunione che volevano segreta hanno deciso di uccidermi".La resistenza non è stata facile ma gli animatori hanno continuato a passare messaggi contro l'occupazione, impiegando il dialetto locale, lingua sconosciuta ai capi dei gruppi armati. Ma si trattava di un sotterfugio che aveva la catena misurata.All'inizio di agosto Malick è stato sequestrato e pestato duramente da membri del movimento islamista Mujao ed è dovuto fuggire in Niger e continuare la lotta con altri nelle sue stesse condizioni trasmettendo sulle onde di alcune radio internazionali ritrasmesse in Mali.Dopo la liberazione a opera di truppe francesi e maliane, la radio si è impegnata a favorire il ritorno alla normalità chiedendo la restituzione di armi, munizioni, uniformi e quanto rubato nei saccheggi invitando ogni giorno alla calma."Vogliamo evitare a ogni costo le vendette private, spiega Soumaila Maiga, direttore dei programmi della radio, e chiediamo alla popolazione di denunciare i complici dei terroristi ".Quando il ritorno alla normalità corre sulle onde radio.(Immagini Afp)