Bamako (Mali), (TMNews) - "Un conto è occupare le nostre case o prendere i nostri vestiti. Un altro è impossessarsi dei manoscritti per distruggerli e vanificare tutto quello che abbiamo fatto per una vita. Perché le scritture antiche sparirebbero per sempre". A parlare è Hawa Touré, una delle guardiane dei manoscritti di Timbuctù, salvati dalla furia delle forze islamiste nella guerra civile in Mali. Direttore del Fondo Kati, la più grande biblioteca privata a Timbuktu, oggi Touré ha trovato rifugio presso parenti a Bamako. Ma prima di scappare è riuscita a portare via dei documenti molto preziosi. "Uno l'ho messo in questa sacca, altri due qui. Ne ho presi una decina, che non sono niente rispetto ai 12mila manoscritti antichi della biblioteca di Timbuctù". Migliaia di documenti sono stati divisi tra diverse famiglie per proteggerli dagli islamisti."Proprio noi che siamo i custodi dei libri - ha detto - abbiamo deciso di disperderli per metterli in sicurezza". I manoscritti di Timbuctù sono passati, di generazione in generazione, tra le mani di varie famiglie e sono in un precario stato di conservazione. La guerra civile in Mali li ha messi in serio pericolo ma fortunatamente ancora una volta i guardiani di questo patrimonio inestimbabile sono riusciti a salvarli. Ora sono custoditi in località segrete.(immagini Afp)