Milano, 8 gen. (TMNews) - Nei giorni del periodo coloniale britannico le Cameron Highlands erano il terreno delle migliori piantagioni da té dell'impero e il buen retiro privilegiato per fuggire le soffocanti estati malesi. Negli ultimi venti anni le cose sono molto cambiate.Basta avventurarsi in auto nella foresta per capire che le leggi a tutela dell'ecosistema sono state ignorate da decenni. Pesticidi agricoli e rifiuti finiscono nei fiumi, dai campi coltivati illegalmente che hanno eradicato con il fuoco gli alberi delle macchie boscate, inquinando irreparabilmente i corsi d'acqua delle Cameron Highlands. La denuncia di Ramakrishnan Ramasamy, attivista di un gruppo ambientalista locale, è precisa:"Sono tre i gruppi responsabili di tutto questo. Al primo posto ci sono i politici, poi i funzionari corrotti e i contadini affamati di terra. Insieme stanno condannando a morte le Cameron Highlands".Ma anche i lavori per la costruzione di case e alberghi hanno modificato l'ambiente circostante e questo aumenta il rischio di frane, le cui ferite incise nelle montagne scandiscono l'orizzonte dei villaggi.Nell'ottobre scorso una frana ha invaso una diga locale e un torrente d'acqua, fango e rifiuti ha travolto diverse case come quella di Maimunah Din:"Adesso ho paura, non riesco a dormire tranquilla e quando mi addormento mi sveglio di soprassalto nel cuore della notte rivivendo come un incubo le immagini del crollo della mia casa. Quando piove anche solo un po', temo che tutto possa ripetersi di nuovo".Il governo locale ha promesso impegno e attenzione severa nei confronti di chi viola le Cameron Highlands ma nei villaggi serpeggia il timore di vedere il territorio trasformato per sempre in un paradiso perduto.(Immagini Afp)