Dubai (askanews) - Con la sua musica, ispirata dai cori dei manifestanti siriani, il pianista 42enne Malek Jandali, siriano nato in Germania, gira il pianeta srotolando sul pentagramma il suo messaggio di pace e libertà, dedicato al suo Paese, devastato dalla guerra."Ho sempre cercato di mostrare apertamente la mia identità siriana che adesso rischia di essere distrutta - ha spiegato il pianista - il mio dovere, come artista, è preservarla e farla conoscere il più possibile. Il popolo siriano sta pagando un prezzo molto alto per la sua libertà, ma siamo liberi perché la musica è libera".Malek ha trascorso la sua infanzia a Homs, la "Capitale della rivoluzione siriana", forse anche per questo sente il peso della situazione sofferta dai suoi connazionali, che vuole portare all'attenzione dell'opinione pubblica mondiale, come ha già fatto suonando alla Casa bianca e come sta facendo in questi giorni con una serie di concerti a Dubai, accompagnato dal suo concittadino Abdulrahim Alsiasi al liuto e dalla violoncellista americana, Laura Metcalf."Oggi assistiamo a un risveglio dell'identità siriana, della libertà dei siriani e della musica - ha concluso Malek - la gente balla, i funerali sembrano dei matrimoni, le persone rendono omaggio ai loro eroi piuttosto che stare a lutto".Jandali riscuote sempre più successo con la sua musica e nel 2014 il suo album "Emessa" è stato premiato con il prestigioso Global music award.(Immagini Afp)