Napoli, (askanews) - Arriveranno i Nas all'ospedale di Napoli Loreto Mare, per aiutare a scoprire cosa è successo ad Antonio Scafuri nella notte fra il 16 e il 17 agosto; il ragazzo è morto dopo il ricovero in codice rosso per un incidente in moto. Secondo la famiglia, gli infermieri litigavano su chi avrebbe dovuto accompagnarlo a fare una AngioTac in un'altra struttura. Per ora la famiglia non ha visionato la cartella clinica, spiega l'avvocato Luigi Ascione; in attesa di presentare una denuncia-querela si attende l'autopsia:

"Quello sarà l'accertamento che ci darà delle certezze riguardo le cause della morte. La volontà della famiglia è di portare alla luce la verità dei fatti, tenteremo di far emergere quanto accaduto partendo da quello che è il sinistro stradale e passando per il lungo travaglio all'interno del Loreto Mare e con il passaggio al vecchio Pellegrini".

Me l'hanno ucciso, aveva detto il padre, Raffaele. Prima di formulare accuse però l'avvocato intende avere in mano tutti gli elementi: "Il padre ha usato queste parole forti perché sicuramente ci sono stati dei ritardi in alcune operazioni, tuttavia allo stato attuale rimangono delle ipotesi, noi dobbiamo valutare con i nostri consulenti tutto quello che è accaduto".

Mario Forlenza, direttore sanitario della ASL1 di Napoli, che ha disposto una inchiesta interna e intende portare il materiale in procura, ricorda che oltre a quella della magistratura ci sarà la terza inchiesta del ministero; auspica non solo la verità ma dei provvedimenti: "Il primo che vuole chiarezza non è solo la famiglia, non sono solo i cittadini, è la Asl, sono io. Una volta che saranno accertate delle responsabilità ci sarà il licenziamento, e poi una presa di posizione della magistratura mi auguro, perché queste cose non si possono verificare in un ospedale; è assurdo che in un ospedale si debba assistere a queste tragedie".