Roma, (TMNews) - La studentessa pachistana MalalaYousafzai, icona della lotta contro i talebani in Pakistan e nel mondo, ha chiamato "sorelle" le oltre duecento ragazze rapite in Nigeria dai fondamentalisti Boko Haram. "Quando ho appreso delle ragazze rapite in Nigeria mi sono rattristata molto e ho pensato che le mie sorelle sono in prigione e che dovevo parlare per loro", ha dichiarato Malala, 16 anni, in un'intervista alla Cnn.Le azioni di Boko Haram sono agghiaccianti - ha attaccato la studentessa, che attualmente vive a Birmingham: "Come possono detenere le loro sorelle e trattarle in modo così brutale", ha affermato, riferendosi al tentativo degli estremisti di vendere le ragazze come schiave.Il gruppo estremista "sta abusando della parola islam perché ha dimenticato che islam significa 'pace'" e "dovrebbe andare a studiare il Corano", ha ammonito la giovane che nel 2012 nel nord-ovest del Pakistan è stata colpita alla testa da un proiettile esploso dai talebani, solo perché voleva andare a scuola.