Washington (askanews) - Hillary Clinton è nella bufera. Ancora una volta. Ma in questo caso l'unica persona da biasimare è lei stessa.L'ex first lady è accusata di aver usato per le comunicazioni ufficiali, quando era al vertice del dipartimento di Stato, il suo account di posta elettronica personale. Il fatto è grave perché in questo modo non ha consegnato automaticamente agli archivi ufficiali la corrispondenza digitale del suo ufficio. Un atteggiamento pudicamente definito "estremamente insolito" dal portavoce della Casa Bianca.Anche perché lo scandalo è scoppiato, forse non a caso, nell'imminenza dell'annuncio ufficiale della sua candidatura alle prossime presidenziali e ha finito per riproporre le drammatiche polemiche legate all'attentato al consolato americano di Bengasi quando, l'11 settembre 2012, persero la vita a quattro funzionari statunitensi, tra cui l'ambasciatore in Libia Chris Stevens.La commissione d'inchiesta sui fatti di Bengasi istituita dal Congresso ha chiesto al dipartimento di Stato tutta la documentazione su quanto accaduto. E qui è scoppiato il caso. Perché nei file potrebbero essere state omesse alcune mail della Clinton gestite dal suo account privato, al posto dell'indirizzo ufficiale. Una grave infrazione dal momento che il Federal Records Act, la legge che prescrive la registrazione negli archivi di tutti gli atti federali impone alle agenzie governative di mantenere registrazioni accurate e puntuali di tutte le attività ufficiali, incluse le e-mail.Il portavoce della Clinton, Nick Merrill, ha poi fatto della toppa un danno peggiore del buco quando ha detto che l'ex segretario di Stato, visto che era in contatto con altri membri del suo, pensava che le mail sarebbero state comunque registrate. Il Washington Post, senza peli sulla lingua, scrive di sentire il distinto odore di "hogwash" che solo una pietosa traduzione potrebbe proporre come "sciocchezze". Un altro autogol.Come scrivono alcuni analisti statunitensi, per la nomination democratica Hillary Rodham Clinton potrebbe non avere seri oppositori. A parte se stessa.(Immagini Afp)