Palermo (askanews) - "Parlare di progetto di attentato è utilizzare un termine un po' troppo avanzato, anche perché vi sono riferimenti complessi relativi a una possibilità di eseguire un attentato nel momento in cui fosse stata tolta qualsiasi forma di protezione nei confronti del ministro Alfano. Il che non è prevedibile in questo momento, nè imminente". A dirlo è stato il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, commentando l'ipotesi di un progetto di Cosa nostra di colpire il ministro dell Interno Angelino Alfano, svelato dalle indagini che hanno portato a Palermo all operazione Grande Passo 3."Nell'ambito di queste conversazioni - ha detto Lo Voi -, si inseriscono le critiche nei confronti del ministro, ritenuto responsabile dell inasprimento del 41bis. Potremmo chiamarlo uno sfogo. Ma uno sfogo di cui bisogna apprezzare il significato. Perché emergono due dati importanti, il primo, oggettivo, ed è la recriminazione e protesta verso l'azione repressiva dello Stato condotta anche tramite l'inasprimento del 41 bis; il secondo, dal punto di vista soggettivo, che anche quelli ancora liberi fanno proprie le motivazioni che hanno spinto personaggi come Riina a recriminare contro il 41bis".