Palermo, (TMNews) - 5 milioni di euro. A tanto ammonta il bottino sequestrato dalla Direzione Investigativa Antimafia di Palermo all'imprenditore Giuseppe Bordonaro, già sottoposto ad altri sequestri per 16 milioni di euro.Bordonaro a Palermo era diventato un punto di riferimento per la gestione di cave di pietra e per la produzione e vendita di calcestruzzo, grazie alla sua appartenenza a Cosa nostra. L'imprenditore faceva parte, infatti, del cosiddetto "metodo Siino" in base al quale Cosa nostra controllava il sistema degli appalti attraverso un "tavolino tecnico" diretto dal "ministro dei lavori pubblici" di Totò Riina, Angelo Siino. Lo spessore mafioso di Bordonaro, inoltre, è confermato da un "pizzino" trovato ai boss Lo Piccolo, in cui si fa riferimento all'imprenditore palermitano per un lavoro all'aeroporto. Condannato, in via definitiva nel 2007, a 4 anni e 6 mesi di reclusione, Bordonaro mise liquidazione tutte le sue società, salvo ricostituirle successivamente, intestandole ai due fratelli incensurati.