Catania (askanews) - Maxi operazione antimafia nelle provincie di Messina, Catania, Siracusa, Milano e Torino; i Carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (Ros) con il supporto di elicotteri e reparti cinofili, nell'ambito di un'operazione denominata "Beta", hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip di Messina su richiesta dei magistrati della locale Dda, nei confronti di 30 presunti affiliati al clan Santapaola, gravemente indiziati, a vario titolo, di diversi reati tra cui associazione mafiosa, estorsione, corruzione, esercizio abusivo dell'attività di giochi e scommesse e riciclaggio. In 10 sono finiti ai domiciliari.

Per la prima volta, con questa indagine è stata rivelata l'esistenza di una "entità" criminale, emanazione della mafia catanese ma distante dalle bande armate e collocata all'interno dell'economia reale e delle relazioni socioeconomiche, con agganci in ogni settore della società.

Un gruppo "moderno", che ha sostituito i manager ai padrini, lontano dalle forme criminali violente e dal rituale mafioso ma attivo nella gestione di società di servizi, appalti su scala nazionale (per esempio per l'autostrada SA-RC ed Expo), gioco illegale, corse clandestine di cavalli con episodi di doping animale e scommesse sul calcio di serie A, operando, attraverso corruzione e clientelismo, il controllo sull'attività di enti pubblici.

Addirittura il sodalizio aveva sostituito il classico pizzo con altre forme di estorsione, grazie anche a società che forniscono servizi alle imprese come le cooperative nel settore dalle forniture alimentari.

L'indagine, iniziata nel 2013, coinvolge anche noti professionisti, tra cui l'ex presidente dei costruttori di Messina, imprenditori, titolari di società e funzionari del Comune.