Palermo (askanews) - Duro colpo a cosa nostra in Sicilia. Le Squadre Mobili di Palermo e di Agrigento hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di 13 persone, esponenti di vertice delle famiglie mafiose di Agrigento e Porto Empedocle, ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, illegale detenzione di armi, detenzione di sostanze stupefacenti.Le indagini hanno permesso di ricostruire la pianta organica di Cosa Nostra nell'agrigentino, raccogliendo numerosi elementi a carico del capo famiglia della cosca di Agrigento, Antonino Iacono, e del capo famiglia della cosca di Porto Empedocle, Francesco Messina. Questi operavano con metodo mafioso ed estorsivo per condizionare l'attività di ristrutturazione del rigassificatore di Porto Empedocle e imponevano il pizzo a molte imprese locali attive nel settore del calcestruzzo e nell'edilizia.Oltre alla supremazia dei due capifamiglia, sono emersi i ruoli di spicco di numerose persone organiche all'associazione. Con questa operazione, gli investigatori hanno verificato come non si sia mai interrotto lo storico sodalizio tra Cosa Nostra palermitana ed agrigentina, così come dimostrato dai documentati summit andati in scena nelle campagne agrigentine.