Roma, (askanews) - Mentre le misure di sicurezza e i controlli vengono rafforzati in Europa per paura di nuovi attentati, c'è anche chi prova a combattere i jihadisti dello Stato islamico con un'arma pacifica, la forza delle donne, delle madri, provando a prevenire il reclutamento dei terroristi.Sono le "Mother Schools", donne che usano la loro esperienza drammatica per insegnare ad altre madri musulmane a intuire i segnali che dovrebbero metterle in allarme e a farle intervenire prima che i figli siano pronti ad arruolarsi con l'Isis. "Siamo considerate da molti come madri dei terroristi - dice Fatima, 44 anni - certo non da tutti, a supportarci ci sono i nostri amici e le nostre famiglie". "La sua svolta verso il radicalismo è stata rapida - racconta Saliha, parlando del figlio, morto in Siria tre anni fa - in soli tre mesi ha iniziato a pregare molto, è cambiato, poi è partito. Siamo rimasti sorpresi in famiglia perché non avevamo capito".Il progetto è dell'organizzazione "Women Without Borders" che ha sede a Vienna, dove è stato presentato, ed è stato realizzato in cooperazione con gli esperti dell'antiterrorismo europeo. E' un'iniziativa indipendente, ma ha ricevuto fondi da diversi ministeri austriaci e stati membri dell'Unione europea.Quando i figli crescono, le madri di solito fanno un passo indietro, ma è importante intervenire fin dall'adolescenza, spiega Edit Schlaffer, fondatrice dell'organizzazione: "A un certo punto non sanno più nulla dei figli, chi frequentano, che influenze negative possono ricevere frequentando moschee radicali ed è lì che possono essere reclutati e attirati da chi li esalta e gli promette un futuro fantastico se decideranno di unirsi a loro".