Firenze (askanews) - L'istituzione delle macroregioni sarà certamente un percorso lungo che comporterà una riforma costituzionale, ma intanto i consigli regionali di Marche, Umbria e Toscana hanno già avviato un percorso per lavorare insieme su obiettivi comuni e per arrivare preparati all'appuntamento. Il 25 gennaio il presidente del consiglio toscano, Eugenio Giani, incontrerà i suoi omologhi a Recanati."Lì - ha detto - stabiliremo come e quando fare un consiglio regionale sovraregionale, ovvero congiunto, con i 40 consiglieri della Toscana, i 30 della Marche, i 20 dell'Umbria insieme, un'assemblea di 90 consiglieri per discutere dell'argomento".00.00.18Giani proporrà che le tre regioni convergano le proprie forze su almeno un'opera infrastrutturale simbolica e importante, quale il completamento di un collegamento stradale dal Tirreno all'Adriatico. Ma il processo di unificazione, secondo il presidente Giani rischia di trovare opposizione dalle regioni che godono di autonomia e che oggi, a suo parere, appaiono incongrue."Non siamo più nel dopo guerra - ha spiegato - dopo più di 70 anni tutti devono avere l'onestà intellettuale di vedere Regioni con gli stessi poteri e le risorse proporzionali al numero di abitanti. Se si va alle macroregioni sarebbe assurdo mantenere ancora la Valle d'Aosta, con una provincia o il Friuli o il Trentino."Se si parla di ricondurre le regioni a 12 come ai tempi di Diocleziano, nel 297 d.C. - ha concluso Giani - questo meccanismo passa con l'eliminazione delle regioni a statuto speciale e il vero scoglio io me l'aspetto proprio in questa vicenda".