Roma, (askanews) - Anche "Hotel Gianicolo" tra i beni sequestrati alla 'ndrangheta. Maxi-operazione della Dia di Roma e Reggio Calabria: confiscati beni degli imprenditori Giuseppe Mattiani e del figlio Pasquale. La confisca è il risultato di due complesse attività di indagine dirette e coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria (che ammonterebbe a un valore di 36 milioni di euro) e che hanno dimostrato il collegamento di Mattiani alla cosca dei Gallico, operante a Palmi, nonché l'illecita acquisizione di un vasto patrimonio mobiliare ed immobiliare, in special modo nel settore turistico-alberghiero.Tutto ha inizio nei primi anni Novanta, quando un semplice e modesto motel della periferia di Palmi, l'"Hotel Arcobaleno", si trasforma in una società dal capitale miliardario abilmente suddiviso tra i figli appena ventenni di Mattiani.La nuova società, poco prima del Giubileo del 2000, effettua un'importante operazione immobiliare, consistente nell'acquisto di un ex monastero sul Gianicolo, in uno dei posti più belli della Capitale, di proprietà di una congregazione religiosa, per trasformarlo in un lussuoso albergo: il "Grand Hotel Gianicolo".Il Tribunale di Reggio Calabria ha identificato Giuseppe Mattiani nell'elenco dei soggetti socialmente pericolosi, poichè gravemente indiziato di appartenere alla 'ndrangheta.Nel blitz della Dia, sono stati confiscati: la società "Hotel Residence Arcobaleno Sas", con sede legale a Palmi; la società "Full Service", con sede legale a Roma; 42 beni immobili tra Roma, Castiglione dei Pepoli (BO) e Palmi costituiti da fabbricati, terreni edificabili ed agricoli; rapporti bancari intrattenuti in due istituti di credito.