Milano, (TMNews) - Una giornata per ricordare, per continuare la lotta al Virus dell'Hiv senza mai abbassare la guardia. Domenica primo dicembre si celebra la giornata mondiale contro l'Aids malattia che dal 1981 ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi. Anche se i trattamenti antiretrovirali possono rallentare il decorso della malattia, non vi è cura conosciuta o vaccino contro l'HIV.I fattori principali della sua diffusione sono la trasmissione sessuale e la trasmissione verticale da madre a figlio e nonostante siano stati fatti molti passi avanti per la prevenzione, il contagio resta un rischio reale. Le zone a maggiore endemia di HIV sono nell'Africa subsahariana dove attualmente vivono circa 30 milioni di soggetti portatori di HIV (pari a tre quarti dei sieropositivi del mondo)e addirittura il 90 per cento dei bambini infetti dal virus.Quest'anno lo slogan dalla giornata è "no alle discriminazioni". "Per la prima volta possiamo vedere la fine dell'epidemia, possiamo dire che siamo iniziando a controllare la malattia - ha affermato il direttore di UnAids, organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della lotta all'Aids -. Eppure i pregiudizi e l'emarginazione dei malati sono ancora vivi".