Losanna (askanews) - I ministri degli Esteri del 5+1, Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania e il responsabile della diplomazia europea si sono riuniti a Losanna, per la prima volta dal novembre scorso, con l'omologo iraniano per cercare di risolvere le ultime questioni che impediscono di arrivare a un accordo, storico e definitivo, sul nucleare targato Teheran prima della scadenza fissata per il 31 marzo.Secondo l'agenzia France Presse, il body language dei partecipanti la diceva lunga sulle difficoltà ancora sul tavolo. Il ministro iraniano Mohammad Javad Zarif e l'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri Federica Mogherini sorridevano rilassati mentre il segretario di Stato statunitense John Kerry ostentava un'espressione da convitato di pietra.La saga del nucleare iraniano si trascina da un anno e mezzo tra Ginevra, Vienna, New York e Losanna. L'obiettivo da raggiungere è un accordo in base alla quale si possa garantire che l'Iran non si doti di bombe atomicche, controllando strettamente il suo programma nucleare, in cambio della rimozione delle sanzioni economiche che dal 2006 strangolano l'economia di Teheran.Ma esistono ancora dei buchi neri da risolvere.Le autorità iraniane chiedono che le sanzioni vengano tolte, tutte e immediatamente, contestualmente alla firma dell'accordo mentre i paesi occidentali intendono procedere con gradualità, in funzione del rispetto degli impegni.Teheran insiste anche sulla libertà di ricerca e sviluppo per potere utilizzare non appena disponibili nuove e più potenti centrifughe per arricchire l'uranio. Ma le potenze di cui sopra, con l'aggiunta di Israele, temono che lo sviluppo di centrifughe di ultima generazione possa consentire all'Iran di ridurre il "breakout time", cioè il tempo necessario per produrre la quantità sufficiente di uranio arricchito per una bomba atomica. Le grandi potenze vogliono limitare il programma di arricchimento iraniano in modo che il breakout time sia di almeno un anno, un lasso di tempo considerato sufficiente per distruggere eventualmente le infrastrutture di Teheran.I colloqui sono nella fase finale e restano molto difficili. Il tempo corre. Serve raggiungere un compromesso urgente.(Immagini Afp)