Londra (askanews) - Le atmosfere della Londra di Dickens rivivono nell'alone traslucido e irreale dei lampioni a gas d'antan. Introdotti nella capitale britannica a partire dal 1814 per portare luce nelle oscure e pericolose strade avvolte dalla nebbia londinese, oggi continuano a vivere grazie alla cure di un piccola ma motivata squadra di lampionai. Che s'incaricano di ricaricare i meccanismi di accensione e di pulirne il guscio di vetro per permettere ai 1.500 lampioni a gas di Londra di continuare a diffondere la loro morbida luce dalle sfumature dorate.Gli ultimi lampionai di Londra svolgono un compito delicato e decisivo, come spiega Garry Usher, tecnico dell'Azienda del gas britannica: "Puliscono i vetri, sostituiscono gli involucri esterni e ripristinano gli accenditori che tendono a scoppiare. La carica degli orologi dura circa due settimane. Ciascuno di loro ha la responsabilità di circa 300 lampioni per cui quando hanno finito il giro è arrivato il momento di ricaricare il primo da cui sono partiti".È grazie a loro che al tramonto i 1.500 lampioni a gas di Londra tornano, magicamente, a rivivere."I lampioni a gas, ricorda Iain Bell, direttore dell'Azienda del gas britannica, effondono una luce molto più calda, morbida e rilassante, immersa in riflessi dorati, che la mette in netto contrasto con quella elettrica che è molto più luminosa ma anche più dura".Charles Dickens, ma forse anche Jack the Ripper, avrebbero approvato.(Immagini Afp)