Londra (askanews) - È la Hillary Clinton del partito laburista britannico. Nel senso che è il candidato super favorito nella corsa alle primarie per l'elezione del nuovo leader del Labour, non certo per assonanze ideologiche o censuarie con l'ex segretario di Stato Usa. Jeremy Corbyn nei sondaggi è sempre stato dato in testa. A 66 anni è il nuovo che avanza, l'astro nascente della sinistra britannica.Da sempre ostile a Tony Blair, la sua proposta rigorosamente anti-austerità, come quella degli spagnoli Podemos e dei greci di Syriza, gli ha fatto conquistare la pole position dei sondaggi che lo indicano vincitore con oltre il 50% dei suffragi. L'esito del voto verrà dato sabato a fine mattinata.Che le sue proposte economiche siano radicali non c'è dubbio. Corbyn propone di rinazionalizzare gli asset svenduti dai precedenti governi, fare "quantitative easing" per il popolo cioè con la Banca centrale britannica che stampa denaro per darlo alla gente e non alle banche, come ha fatto finora. E finanziare tutto questo con aumenti delle tasse sulle grandi fortune. Proprio quando il governo Cameron sta cercando di diminuire, ancora una volta, le tasse di successione.Considerato dai nemici un rottame del socialismo reale, Corbyn ha buon gioco a rispondere che farla finita con l'austerità che porta deflazione è una posizione oggi sostenuta anche dai ricercatori del Fondo monetario internazionale, che non passa per essere una trincea stalinista.Il suo obiettivo è incoraggiare la crescita e su questo ha costruito il suo successo lacerando però il partito laburista, uscito a pezzi dalla sconfitta alle elezioni del maggio scorso. E la cui attuale leadership centrista vuole a tutti i costi evitare di presentarsi alle prossime elezioni con un leader scomodo, controverso e accusato di dividere più che di unire. Con il rischio di spingere l'elettorato moderato nelle braccia spalancate dei conservatori.(Immagini Afp)