Roma (askanews) - Ken Loach non abbassa la guardia: con il suo nuovo film, "Io, Daniel Blake", l'ottantenne regista britannico punta il dito contro un mercato del lavoro sempre più escludente, una società inglese che ha reso fragilissima anche la classe media, una burocrazia che mette all'angolo gli emarginati. Il protagonista del film è un falegname sessantenne che chiede aiuto allo stato quando perde il lavoro per una malattia e si rende conto di come il welfare nel suo Paese sia sgretolato. Il film uscirà in Italia il 21 ottobre e il regista lo ha presentato a Roma.

"Il problema è che gli stati non difendono gli interessi delle persone ma quelli del capitale, e l'interesse del capitale è quello di rendere i lavoratori vulnerabili". "Questo film è nato dalla rabbia, mia e di Paul Laverty, nel renderci conto a che punto siamo arrivati, e questa rabbia ci auguriamo possa essere di stimolo per capire l'importanza di organizzarci, creare una solidarietà, dei punti di contatto tra i vari Paesi europei".

A proposito di Europa, Loach ha votato contro la Brexit, ma ha riaffermato il suo dissenso verso l'impostazione attuale dell'Unione europea: "Credo che si debba avere una diversa pianificazione dell'economia, almeno in Europa, partendo dall'idea di non mettere i lavoratori uno contro l'altro in una guerra a chi si svende di più, pianificando, per esempio, la creazione di comunità sostenibili, in grado di produrre le cose di cui hanno bisogno".

Ken il rosso, comunque, pensa che nell'Inghilterra del dopo-Brexit si possa riaccendere la speranza.

"Inaspettatamente l'anno scorso è stato permesso a Jeremy Corbyn di candidarsi alle primarie del partito laburista: ha ottenuto il 60% dei voti, e grazie a lui il partito ha triplicato gli iscritti. L'ala destra del partito cerca di sbarazzarsi di lui, ma tra due settimane ci saranno gli esiti di questa votazione, e se dovesse vincere lui, allora un cambiamento sarà possibile".