Dolomiti, (TMNews) - "La montagna non si conquista. Si percorre, o per un sentiero o per una parete, con il rispetto e l'ammirazione che si prova lungo le navate di certe chiese o in un museo nel vedere i capolavori lasciati dalle mani degli uomini". Parola di Franz Nicolini, 54 anni, guida alpina. Dal 2000 gestisce assieme alla famiglia il Tosa-Pedrotti, rifugio a 2.500 metri d'altitudine sulle Dolomiti di Brenta. Campione italiano ed europeo di scialpinismo e skyrunner innamorato della montagna, Nicolini è stato un precursore della corsa in vetta e dei concatenamenti, collezionando diversi record tra i quali quello di salire ininterrottamente tutti gli 82 "quattromila" delle Alpi in appena 60 giorni. "Io non voglio trasformare la montagna in un luna park, tutt altro, la montagna deve rimanere luogo di avventura in senso lato. Dare l'opportunità con tutte le regole della sicurezza in questi luoghi di potersi muovere e confrontare anche a livello agonistico mi sembra un'ottima idea".Una disciplina non sempre vista di buon occhio dai tradizionalisti delle montagna e dai grandi club. Ma i giovani stanno cambiando idea. La velocità sulle vette, dice Nicolini, è l'arma segreta di un atleta ed è sinonimo di sicurezza, perché impone continuo e completo controllo dei propri movimenti. "Non ci siamo mai lamentati e ci siamo sempre mossi con i fatti: con un 8.000 metri in 17 ore andata e ritorno abbiamo preceduto i tempi di quello che potrebbe essere un alpinismo del domani, sicuramente fabbricato sull'allenamento e la preparazione. E i risultati sono quelli che abbiamo dimostrato noi".