Milano (askanews) - "Oggi ci sono mille Basaglia in giro, siamo in mille Basaglia, ragazzi e operatori giovani che hanno voglia di cambiare le cose e che hanno voglia di impegnarsi: ci sono e sono un po' dappertutto. Ci sono mille Basaglia e sappiano che molte cose dipendono da loro".Potremmo partire da qui, da questa considerazione che lo psichiatra Franco Rotelli, uno che ha vissuto direttamente l'esperienza triestina che ha portato alla Legge 180 e ha sancito la chiusura dei manicomi, rivolge al presente e al futuro. L'occasione è la presentazione del suo libro "L'istituzione inventata - Almanacco Trieste 1971-2010"."Non stiamo parlando - ha aggiunto il professore - di una esperienza che è stata, ma vogliamo parlare di una esperienza che c'è. Cioè uno sviluppo dell'esperienza che nasce con la distruzione del manicomio negli Anni Settanta, con la Legge 180, ma che poi è cresciuta e ha invaso gradualmente anche la sanità in generale a Trieste".Rotelli, che ora è presidente della Commissione Sanità del Friuli Venezia-Giulia, rivendica i successi della propria regione, anche in seguito a un problema di vasta portata come quello della chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, i cosiddetti manicomi criminali. La realtà friulana, che nel 2013 ha avuto 10 internati a fronte dei 279 della Lombardia, consente probabilmente più facilmente soluzioni nello spirito dell'istituzione aperta, ma lo psichiatra è convinto che si possano esportare anche in realtà più complesse e articolate."L'Italia è in un momento molto difficile, di regressione politica, culturale, economica. E' la situazione che vediamo ogni giorno. Da dove ricominciare? Ricominciamo da questo libro".La sfida è culturale e, necessariamente, anche politica. La malattia mentale e la sua gestione restano un nodo sensibile per le società evolute e l'Almanacco di Rotelli rappresenta una delle possibili risposte, forse quella più carica di storia e suggestioni.