Roma, (askanews) - L'attore Lino Guanciale, testimonial dell'Unhcr, racconta la sua esperienza con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati in Libano:

"Mi ha lasciato moltissimo, perché prima di partire desideravo che questo viaggio mi regalasse qualche cosa che un po' mi cambiasse la vita. Avevo grandi aspettative. Si è andati molto oltre. È un esperienza che ancora adesso sto cercando di metabolizzare e so che ci metterò ancora del tempo a metabolizzare.

"Io sono stato sconvolto non tanto dalla differenza e dalla distanza tra la mia, la nostra realtà e quella delle persone che ho incontrato. Ma dai tratti in comune. Dal fatto che quando dentro una tenda in una valle al confine con Israele, in condizioni di estrema povertà mi trovavo a scherzare con persone che vivono anni luce dalla mia realtà e dalle mie possibilità, ne toccavo l'umanità oltre che la dignità. E allora diventa ancora più lacerante il senso dell'ingiustizia: che ci sia una parte di mondo che ha determinate possibilità e altre parti di mondo in cui invece queste possibilità persone che sono come te non ce le possano avere.

"Io li ho visti questi ragazzini felici di poter fare i compiti, dentro delle tende in condizioni climatiche e ambientali terrificanti. Ma, appunto, felici, contenti di poter imparare, di insegnarsi l'un l'altro delle cose. Ecco, un'altra cosa che mi ha lasciato moltissimo questo viaggio è la coscienza che l'educazione ha un potere enorme. Perché cambia davvero la vita delle persone, delle famiglie e delle nazioni, anche".