Milano (askanews) - A Buenos Aires centinaia di lavoratori del Centro culturale Kirchner sono scesi in piazza per protestare contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro di 600 di loro. Un licenziamento di massa parte di un progetto di tagli nel settore pubblico ancora più ampio annunciato dal neo presidente Mauricio Macrì, eletto dopo 12 anni di governo di centro sinistra di Nestor, prima, e Cristina Kirchner, poi. In tutto a rischio ci sono oltre 10mila posti di lavoro. Per l'opposizione sono licenziamenti politici, usati dal governo per fare piazza pulita di presunti militanti legati ai precedenti governi."Ci sono molti lavoratori che non sono militanti - spiega uno dei dimostanti - che non sono anche supporter dei Kirchner. Sono semplicemente lavoratori della cultura, ma si generalizza pensando che tutti i lavoratori statali negli ultimi anni siano militanti, anche se non è vero".I tagli riguarderanno anche le stanze della politica, compreso il Senato e alcuni ministeri. Una necessità secondo il governo per regolarizzare l'occupazione nella pubblica amministrazione dove il personale temporaneo è cresciuto del 50% in tre anni.