Tripoli, (TMNews) - In piazza per chiedere protezione internazionale dalle violenze dilaganti per i cittadini della Libia: è quello che chiedono le centinaia di manifestanti che nella capitale Tripoli sono scesi in strada, esasperati dai continui scontri tra milizie rivali che hanno provocato più di 200 morti. Il Paese è sull'orlo della guerra civile, l'aeroporto della capitale, in macerie, è conteso tra i filo islamisti di Misurata e quelli di Zintan ed è stato obiettivo del lancio di razzi, che hanno colpito due depositi di carburante facendo divampare un gigantesco incendio.Sul piano politico lo scontro è tra le fazioni non islamiste, che alle elezioni del 25 giugno per il Parlamento hanno ottenuto circa il 50% dei seggi, e gli islamici, al 15%. I jihadisti di Ansar al Sharia in Libia, gruppo legato ad al Qaida, annunciano di aver preso Bengasi, dove hanno proclamato l'emirato islamico: notizia stata smentita dal generale Khalifa, impegnato nella lotta alle milizie islamiste in Cirenaica.La situazione di caos provoca la fuga di massa dal Paese, con migliaia di persone alle frontiere con la Tunisia e l'Egitto. Il presidente del consiglio Matteo Renzi ribadisce l'importanza del ruolo italiano ed europeo nella crisi. "Restare in Libia - dice Renzi - significa tentare di avere un ruolo su alcune delle principali questioni geopolitiche dei prossimi anni, a partire da quella dell'immigrazione". L'ambasciata italiana è tra le poche a restare aperta, anche per tutelare le centinaia di connazionali rimasti nel Paese.(immagini Afp)