Ginevra (askanews) - Le fazioni libiche che partecipano agli incontri di Ginevra sotto l'egida dell'Onu hanno raggiunto un accordo per una road map con l'obbiettivo di formare un governo di unità nazionale e hanno lanciato un appello per porre fine alle ostilità e facilitare il dialogo.Agli incontri, tuttavia, non partecipano rappresentanti della fazione islamista "Fajr Libia", "Alba libica", divisa in due milizie: il gruppo di al Zawiya e quello di Misurata. Un'assenza che minaccia di rendere l'accordo appena annunciato destinato a vivere lo spazio di un mattino, anche se una parte delle milizie di Misurata sarebbe favorevole ai colloqui di Ginevra.Nel frattempo, la guerra civile ha prodotto un numero impressionante di sfollati, come sottolinea William Spindler, portavoce dell'Onu."In Libia l'incremento degli scontri dall'inizio dell'anno in diverse città delle regioni orientali tra cui Bengasi ha scatenato un aumento delle fughe da parte degli abitanti. Nella sola Bengasi, il consiglio municipale riferisce che 90mila persone non possono tornare alle proprie case. Complessivamente, riteniamo che siano sfollate circa 400mila persone. Inoltre, la Libia ospita almeno 37mila rifugiati di diverse nazionalità le cui condizioni di vita stanno diventando sempre più precarie".La Libia è dilaniata dalla guerra civile dopo il crollo della dittatura di Muhammar Gheddafi a seguito di un'insurrezione popolare nel 2011 che ha innescato feroci combattimenti tra i successivi governi e le milizie armate che si battono per il controllo delle città strategiche e delle ricchissime risorse petrolifere libiche.(Immagini Afp)