Roma, (askanews) - Torturato per avere guardato in cella partite di calcio e notiziari, contravvenendo agli ordini dei suoi carcerieri. La vittima è il figlio di Gheddafi, al Saadi. Gli aguzzini, uomini delle milizie che appoggiano il governo islamico di Tripoli, capitale della Libia. A denunciare il fatto è il sito libico "Clearnews" che denuncia sistematiche torture nelle prigioni gestite dagli islamisti.Nel filmato si vede l'ex calciatore, noto in Italia per aver giocato in diverse squadre del campionato di serie A, che viene umiliato, deriso e picchiato. Il terzo genito dell'ex dittatore vestito con una tuta verde è seduto su una sedia nel mezzo di una stanza. Dietro di lui si apre una porta dalla quale provengono le grida di altri detenuti. I carcerieri si divertano a guardare le reazioni di Al Saadi, spaventato, con gli occhi bendati.Poi arriva lo strumento di tortura: un cavalletto di metallo nel quale vengono infilati i piedi della vittima. Un carceriere, barbuto, armato di bastone comincia a picchiare la pianta dei piedi di al Saadi. Il quale grida per il dolore e giura su Allah di non aver guardato nessuna partita ne usato alcun telefonino.Lo stesso sito mostra anche un precedente videomessaggio dello stesso al Saadi, nel quale con tono calmo il figlio di Gheddafi afferma di stare bene in carcere, di mangiare un ottimo cibo e di essere curato dai medici 24 ore su 24.