Roma, (askanews) - La Libia, l'intervento militare e la posizione italiana. Ad askanews è il professor Andrea de Guttry, titolare della cattedra di Diritto internazionale presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, a disegnare un quadro dello scenario libico."La situazione in Libia è indubbiamente di una complessità straordinaria, credo che anche gli eventi più recenti lo dimostrino. L'Italia è combattuta tra due differenti opzioni, quella che mi sembra prevalente, è di svolgere un ruolo decisivo, determinante alla guida di una missione internazionale. Fino ad ora ci siamo appellati all'esigenza di una richiesta formale del governo libico, o dei due governi libici messi insieme, e ad una autorizzazione delle Nazioni Unite. Credo che prima o poi questo arriverà e bisognerà decidere come andare e che cosa fare", dice Andrea de Guttry.Per l'esperto di Diritto Internazionale e di geopolitica, "i problemi sono enormi: anche andando con il consenso, non possiamo certamente aspettarci, come in altre situazioni ad esempio in Libano, di poter contare con un atteggiamento favorevole della popolazione locale. Dobbiamo essere preparati a situazioni di fortissima tensione. Se dovessimo assumere il comando della missione, come sembra, avremo qualche difficoltà in più perchè dovremo anche coordinare contingenti che vengono da altri stati non tutti con esattamente la stessa agenda politica"."Sarà una sfida straordinaria per l'Italia e spero che sia possibile che il sistema Paese possa stare dietro alle decisioni del governo, magari anche non condividendole ma cercando di capire la drammaticità della situazione e probabilmente l'ineluttabilità di questa decisione di andare a giocare un ruolo preponderante nello scenario libico", conclude de Guttry.