Monrovia (TMNews) - L'epidemia e i suoi tragici paradossi: in Liberia, nel cuore dell'emergenza Ebola, molti ospedali hanno dovuto chiudere perché gli stessi operatori sanitari sono stati contagiati dal virus. Una sorta di effetto domino, che rischia di rendere ancora più drammatica la già difficile situazione nel Paese africano. Per questo gli amministratori locali e i cittadini chiedono la riapertura degli ospedali."Stiamo facendo pressioni sul governo - spiega James Kaikai, direttore di un centro ospedaliero - di dare alle strutture di cura la massima priorità: non possiamo teneri chiusi gli ospedali. Ci sono anche malati che non hanno contratto l'Ebola e che hanno diritto di essere curati. Ci serve il sostegno del governo per restare aperti""Voglio solo dire al nostro presidente - aggiunge uno studente di Monrovia - per favore di riaprire i nostri ospedali, in modo che la gente possa smettere di morire di Ebola. Perché noi moriamo proprio perché gli ospedali sono chiusi, anche per altre malattie come la malaria, e non solo per l'Ebola".Come si vede, sembra che il gatto si morda la coda. Un problema che, nell'attuale situazione di crisi sanitaria la Liberia, e con lei probabilmente tutta la regione africana, non può permettersi. Perché il rischio è quello di una ulteriore diffusione dell'epidemia, già definita dall'Oms un'emergenza mondiale.