Roma (askanews) - Dopo quasi sei mesi di ansia, paura e incertezza Greta Ramelli e Vanessa Marzullo sono tornate sane e salve in Italia. Le due giovani volontarie, arrivate in Siria per portare aiuti umanitari e avviare progetti in favore della popolazione con la loro ong "Horryaty", erano state rapite ad Aleppo il 31 luglio scorso.Da lì in poi nessuna notizia di loro fino al 31 dicembre, quando è stato diffuso un video dai loro rapitori. Velate e con la paura negli occhi, le due ragazze chiedevano al governo italiano di intervenire per salvarle. Sono seguiti 15 giorni di incertezza e poi la liberazione, l'arrivo in Turchia e infine l'aereo che le ha riportate in Italia. Ad accogliere all'aeroporto di Ciampino il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che poi, in un'informativa alla Camera, ha smentito che l'Italia abbia pagato un riscatto per liberare le due cooperanti, definendo le indiscrezioni "illazioni prive di reale fondamento"."Siamo contrari al pagamento di riscatti - ha ribadito Gentiloni - e partecipiamo al contrasto multilaterale del fenomeno dei sequestri di persona a scopo di riscatto. La priorità è indirizzata alla tutela della vita e dell'integrità fisica dei nostri connazionali"Riguardo alle condizioni fisiche delle due ragazze, che sono state portate anche in ospedale per un controllo medico, il ministro ha detto: "Sono molto provate, si tratta di una vicenda che non dimenticheranno facilmente, ma sono libere e circondate dall'affetto dei loro familiari".