Milano, (askanews) - La conoscenza, dell'informatica, e la passione, quella per il vino. Da queste premesse nasce Liber, un sistema di monitoraggio da remoto e cura di un vigneto attraverso una rete di sensori. L'idea è venuta a un gruppo di 5 ingegneri informatici, tutti tra i 25 e i 27 anni, che applica i principi dell'Internet delle cose a un vigneto, per supportare il contadino nel suo lavoro quotidiano. A raccontarci il progetto, presentato a Milano alla seconda edizione di Seeds&Chips, Andrea Di Lonardo:"Nel nostro progetto abbiamo un duplice obiettivo: da una parte supportare il viticoltore. Attraverso un sistema di monitoraggio controlliamo alcuni parametri al fine di prevenire eventi critici come malattie e favorire l'agricoltura sostenibile".L'altro obiettivo, ribattezzato Social non a caso, è quello di condividere e quindi arricchire la degustazione di un vino con tutte le informazioni sul vigneto che lo ha generato:"L'altra funzione è quella di rafforzare la tracciabilità del prodotto finale: il viticoltore condivide le informazioni sul vigneto in modo che il consumatore finale mentre sorseggia il vino può avere informazioni sulla vigna che lo ha prodotto"Malattie, gelate primaverili, agenti inquinanti sono fattori esterni che possono compromettere la qualità di una annata. E che le torrette Tirso di Liber possono rilevare e comunicare al viticoltore che è messo così nella condizione di arginare i danni:"Andiamo a inserire una rete di sensori attraverso delle torrette, ciascuna torretta ci permette di rilevare alcuni parametri che poi consentono di fare previsioni e capire la presenza di eventi critici"Ultima notazione la ricercata scelta dei nomi: Liber come l'italico Bacco e Tirso, il bastone sacro del dio del vino a cui si ispira la torretta. Quel che serve, a questo punto, è solo un finanziatore che consenta a queste giovani menti di testare sul campo il progetto. Prosit