Milano (TMNews) - Allarme siccità in Libano. Le scarse nevicate e la mancanza delle piogge consuete hanno fatto registrare la peggiore siccità degli ultimi 80 anni. Quest'anno a partire da settembre nella capitale libanese sono caduti 307 mm di precipitazioni, rispetto a una media di 646. Il deficit è ulteriormente aggravato dal massiccio incremento dei profughi dalla Siria e da una gestione troppo disinvolta delle risorse idriche.Per gli agricoltori della valle della Bekaa sono tempi difficili."A causa della mancanza di pioggia, i raccolti quest'anno si sono ridotti del 50% e temiamo che la siccità durerà tutto l'anno".Le precipitazioni dimezzate hanno messo in secca i fiumi e il livello dei pozzi usati per irrigare i campi è sceso pericolosamente, come spiega Fadi Comair, direttore delle risorse idriche al ministero dell'Energia."Per cinquant'anni abbiamo pompato acqua dalle falde freatiche e oggi registriamo un drammatico abbassamento dei livelli. Prima trovavamo l'acqua a 20 metri mentre ora dobbiamo scavare pozzi sino a 200 metri per dare acqua ai contadini e rifornire le città".Drastici tagli nelle forniture d'acqua a Beirut sono sempre più frequenti. Eppure molti libanesi non riescono a evitare abusi e sprechi come lavare l'auto anche tre volte alla settimana.Saranno necessarie misure drastiche. Anche perché oltre un milione di rifugiati dalla Siria vive adesso in Libano, aumentando del 20% la popolazione totale e imponendo un ulteriore carico alle limitate risorse idriche del Paese.(Immagini Afp)