Roma (TMNews) - Il governo di Enrico Letta ottiene la fiducia, le larghe intese vanno avanti mentre il Pdl fa i conti con una delle peggiori crisi degli ultimi anni. La girandola di ipotesi, scenari e strategie che si sono susseguite negli ultimi giorni in vista del voto in Parlamento si è conclusa con un ulteriore colpo di teatro, andato in scena nell'Aula del Senato. "Abbiamo deciso non senza travaglio di esprimere voto di fiducia a questo governo"Una dichiarazione a sorpresa arrivata quando sembrava ormai sancita la divisione interna al Pdl fra i fedeli alla linea di Berlusconi, intenzionato fino a poco prima a far cadere il governo, e i cosiddetti dissidenti, un pugno di ex fedelissimi guidati da Angelino Alfano, appoggiato fra gli altri da Roberto Formigoni e Fabrizio Cicchitto, che avevano annunciato il loro sì alla fiducia. Il Pdl dunque evita la spaccatura dal punto di vista numerico, ma apre quella politica fra due gruppi dirigenti che sembrano aver preso strade diverse.Per il Pd questa è la nascita di una nuova maggioranza. Il premier Enrico Letta nel suo discorso alla Camera, nel pomeriggio, invece sottolinea che la fiducia al Senato sarebbe comunque stata votata a prescindere dalla scelta di Berlusconi.Fra gli interventi prioritari, dice Letta, la legge elettorale.